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Memorie di un giovane all’epoca storico dell’arte

Come non essere sempre attratti dai meccanismi delicatissimi e multicolori realizzati nella sua esistenza da Elena Guaccero? Li ricordo impressi nella memoria quando da ragazzino ero in qualche occasione invitato nella loro casa alle Zattere da Anna Maria e Alessandra. Ero molto attratto da questi oggetti che magnificamente si integravano disposti quasi casualmente qui e lì nei begli spazi architettonici sicuramente progettati e definiti con cura dalla mano sapiente dell’architetto quale fra l’altro era di formazione e per un certo suo primo percorso artistico, Elena Guaccero. Di tanto in tanto durante questi sporadici incontri, appariva Elena. Forse nelle pause dei suoi lavori assemblatori. Ci osservava discretamente ed era sempre di poche parole. Con un padre profondamente barese, nella mia curiosità di conoscere avrei voluto parlarle di Bari, sapevo che proveniva dalla Puglia.

Elena Guaccero di Saverio Simi

Elena Guaccero di Saverio Simi

A quel punto però, almeno nei miei riguardi, calava inesorabile il sipario del silenzio. Sono reazioni che forse oggi potrei affrontare con più consapevolezza. Conoscendo nel tempo questa realtà che appartiene anche alle mie origini, capisco quanto difficile possa essere stato per Elena sostenere il suo ruolo di architetto in quella città così maschilista e chiusa nei confronti delle donne e della cultura nel periodo in cui lei iniziava l’attività di progettista e ottenendo fra l’altro i primi successi come la realizzazione della sede RAI di Bari, ora architettura così apprezzata.

L’unica speranza era quella di intraprendere un viaggio di sola andata in un’altra realtà, nel suo caso Venezia, dove alla fine nel formarsi una famiglia e avendo due figlie che non hanno potuto non inserirla nell’idealità serena della madre attenta e per loro sempre disponibile. Salvo garantendosi il ludico svago di potersi dedicare all’attività creativa per lei diventata ironicamente più congeniale quale è quella che con discrezione e passione l’ha realmente coinvolta per tutto il resto della sua esistenza.

Saverio Simi

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